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Lettere di un condannato a morte: Sergio Papi

 

Nel 1942 a seguito dei bombardamenti anglo americani su Milano molti milanesi decidono di trasferirsi a Cuggiono, 

tra di essi la famiglia di Sergio Papi. 

Sergio Papi si unisce ad altri antifascisti Cuggionesi dando vita ai primi gruppi resistenti.

Il 16 Settembre 1943 assieme ad altri giovani lascia Cuggiono per Intra / Ungiasca / Pian Cavallone. 

Da questo gruppo nascerà la formazione partigiana che diventerà poi la "Giovine Italia" (vedi articolo di Nino Chiovini).

 

 

Nota biografica

Nato a Milano il 21 novembre 1923, di Lorenzo e Giuseppina Vercesi, fucilato a Münsingen (Germania) il 19 ottobre 1944. Impiegato telegrafista alla stazione Centrale di Milano, dal 1942 decifra ordini di persecuzioni per motivi razziali e politici che trasmette agli interessati: dopo il 25 luglio 1943 trafuga e distrugge telegrammi relativi a trasporti militari; dopo l’8 settembre si unisce ai partigiani nella zona di Verbania (brigata Di Dio) e aiuta prigionieri alleati a evadere in Svizzera. In seguito alle vessazioni subite dalla famiglia, nell’aprile 1944, rientra a Milano rassegnandosi a presentarsi alla chiamata alle armi. Fugge una prima volta a Vercelli; ripreso è inviato con la Divisione Littorio al campo di addestramento di Musingen in Germania. Qui svolge fra i compagni propaganda antifascista e con tre di loro decide di tentare la fuga. In bicicletta i quattro giungono a soli 10 chilometri dal colle di Resia vicino a Bolzano dove vengono arrestati da SS tedesche e rimandati al campo. Processato il 18 ottobre 1944 dal Tribunale straordinario della Littorio, presieduto dal generale Tito Agosti (che si impiccherà al forte Bocca di Roma), viene condannato a morte e fucilato alle ore 20 del 19 ottobre 1944 al campo di Münsingen con Ugo Cellini, Luigi Fossati e Franco Torelli. 

Autore della presentazione: Mauro Begozzi

 

 

 

Proprietà della foto: Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia Ferruccio Parri. Fondo Corpo volontari della libertà, b. 168, fasc. 551a.

La foto è stata depositata in archivio, in data da --, in forma di positivo

 

Nota biografica tratta da:

INSMLI - Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia

www.italia-liberazione.it/ultimelettere/ultimelettereanagrafe.php?ricerca=276&presentazione=1

e da: Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (http://www.ultimelettere.it/ultimelettere/ulcitazioni.php?modo=come&lingua=it), INSMLI, visitata domenica 21 febbraio 2010.

e da: http://www.isrn.it/chi.cfm?sezione=467

 

 

Lettera a Tutti, Campo di addestramento di Münsingen 

 

"Carissimi tutti,
Da tempo mi preparavo al passo più avventuroso della mia vita. Finalmente oggi la decisione è subentrata in me, decisione di raggiungere voi che siete le mie uniche gioie, la mia casa, decisione di finirla, una volta per sempre, con questa impossibile vita.
Ho meditato a lungo; probabilità di riuscita ve ne sono, vi sono pure molte difficoltà. D’altra parte, il continuare a vivere con questa gente, in un paese che non è il mio, mi hanno oggi deciso.
Trecento chilometri mi separano dall’Italia, le Alpi si ergono minacciose. Ho tuttavia in me la fiducia in Dio che non vorrà abbandonarmi, fiducia nelle mie forze che non mi tradiranno. Se l’impresa riesce sarò nuovamente e per sempre tra voi, se fallisse sicuramente è la mia fine.
Ma è la fine anche di ogni sofferenza, d’ogni delusione. Penso oggi che tutta l’umanità soffre, che non sarei il primo e neppure l’ultimo a morire in questa guerra.
C’è in me una volontà fermissima e contemporaneamente una fiduciosa e serena rassegnazione.
Tutto è predestinato. O la riuscita, o l’insuccesso. E poi credo che se anche fallissi, avrebbe finalmente inizio per me il riposo eterno.
A voi amati genitori, a voi che mi educaste, che mi allevaste sempre nella forma migliore, il mio grazie. La vostra opera, la vostra missione meritano da parte mia la più profonda riconoscenza.
Vi ho procurato quasi sempre dolori, fu la mia giovane età, la mia inesperienza della vita. Oggi vi chiedo perdono per questi dolori. Non sono mai stato cattivo d’animo, un giorno se il destino lo vorrà, potrò dimostrarvelo. Oggi ancora forse vi darò dolore con la mia risoluzione, sarebbe l’ultimo e questa volta però per tornare da voi. La mia famiglia, la mia casa, il mio paese mi chiamano; non debbo e non posso rimanere sordo alle vostre chiamate. Ed ogni qualvolta sorgeranno pericoli ed ostacoli io sentirò la tua voce o mamma, la tua preghiera a Dio per me. E sarò forte, vedrai mamma che sarò io a narrarti la strada percorsa per giungere a te, e non altri ti diranno e della mia partenza. Perché oggi sono sicuro di riuscire. Ma se il destino invece mi avesse preparato altra sorte, non importa, io non imprecherei mai, non maledirò mai questo istante risolutivo perché ora io provo la più dolce delle gioie. So di amare voi tutti di un amore infinito, puro. Se la vita tende ad un fine, ebbene io l’ho raggiunto, sapeste quanto sono felice. Felice perché per tornare a voi, a voi che rappresentate la mia felicità io mi avventuro fiducioso e sereno in questo viaggio, e questa volta non per allontanarmi dalla mia casa bensì per rimanervi.
A te mamma in particolare la mia venerazione; tutto hai fatto pei tuoi figli! Nulla hai tralasciato. E ti rivedo quando mi seguivi a scuola per accertarti della mia presenza in classe, povera mamma, quanto ero ingrato allora! Allora non comprendevo quel gesto, oggi ti adoro vivi sempre pei tuoi ragazzi che ti amano.
A te papà prima di ogni altra cosa scusami che non ti ho subito capito. Mi sembravi severo ed eri buonissimo, mi sembravi taciturno con me ed invece ti costava sacrificio esserlo per rimproverarmi le cattive azioni. Sei il semplice uomo; grazie papà caro, per ogni lavoro per ogni sacrificio, anche tu sappi che hai onestamente lavorato per il bene dei tuoi figli. Spiega alla mamma questo mio gesto e dille che era destinato come era destinata la fine buona o cattiva che sia .
Non ho parole per farmi da te perdonare dei miei passati errori e per dirti quanto sia forte l’amore che ti porto, basta sapere che tuo figlio da lontano ti dice: Bravo papà sii sempre contento di te.
A te Piero affido papà e mamma, sii sempre loro di aiuto, specialmente domani quando la vecchiaia arriverà anche per loro. E’ quello il momento e l’occasione per dimostrare loro l’affetto e per compensarli dei sacrifici che ebbero a sostenere per noi.
Tu sei giovane, ma già maturo, la vita sarà difficile e dura come quella di ogni altro uomo dopo questa guerra. Affrontala sereno e fiducioso lotta per trovarti un posto nel mondo, sarà poi il tuo posto. Sii tenace. Alla fine della guerra ci sarà lavoro per tutti, per ricostruire. Ma ti raccomando ancora la mamma e il papà, sii buono e rispettoso con loro. Vorrei che tu pure li amassi come io in questo istante.
Coraggio Pietro la vita è tua.
Ricordami a Nino, a Don Giuseppe e di loro che sempre li ricordo con lo stesso entusiasmo e la stessa fede.
A tutti ancora il mio più puro e sincero bacio.
Vostro Sergio."

 

 

Lettera alla Mamma e tutti, Campo di addestramento di Münsingen 

 

"Cara mamma e carissimi tutti,
Ho tentato di giungere a voi ed ho avuto contrario il destino. Sono condannato a morte!
Perdonatemi per tutti i dolori che vi ho procurato, perdonatemi se ancora col mio atto vi ho forse gettato in rovina .
E’ temporanea. Passeranno i giorni e troverete la vostra tranquillità. E’ il destino mio.
Io vi adoro e il mio ultimo pensiero sarà con voi. Dal cielo al quale salgo, confessato e pentito, vi guarderò sempre e vi benedirò.
Tu mamma sii forte e coraggiosa. Sei santa; a te papà raccomando la mamma e Pietro, tu sarai coraggioso.
A te Pietro i miei genitori raccomando vivamente.
Vi adoro, sempre vi adoro e vi bacio
Vostro Sergio."

 

 

 

 

 

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